sguardi sulla vita
Quando prima di te è passato un tipo geniale a insultare chi non sa parcheggiare! ![]()

Poi mi infilavo nel lettone. Era la cosa più bella che potessi desiderare! Non dormivo quasi niente per gustarmi il momento. Avevo una specie di rito da compiere: annusare più forte e più a lungo che potevo il “profumo di mamma e di babbo” per ingabbiarlo tutto e trattenerlo per sempre. Così passavo gran parte della nottata ad annusare i loro cuscini, i loro pigiami e i loro capelli ripetendomi ogni volta che profumo più buono al mondo non c’era. E mi addormentavo così.
Quaranta minuti di attesa per il treno. “Cosa faccio?” Pezzo di pizza appena sfornata e Coca piccola. Non appena inizio a mangiucchiarla mi si avvicina un signore. Con un gesto chiede permesso di sedersi al mio tavolo. Acconsento. Calvo, sui 50 anni, barba lunga e riccioluta, giacca a quadretti grigia tutta impiastricciata sulle maniche, unghie lunghe e nere ed un inconfondibile profumo di bidone dell’immondizia. Non mi guarda, le sue mire sono sulla mia pizza. “La vuoi?”chiedo e lui l’ha già agguantata e la sta divorando come uno che non vede cibo da giorni. Allungo la mano in cerca almeno della mia Coca, ma il suo sguardo mi dice che non è più mia e gliela cedo. Rimango a guardarlo trangugiarsi anche la Coca finchè, sempre senza parlare, si alza, mi fa un inchino di ringraziamento e se ne va. Getto i suoi rifiuti e mi avvio al binario. In fondo la mia non era fame.
"Via te lo devo dire.Voli sempre più alto e più ti vedo lontano più mi fa soffrire. Vorrei stare lassù con te perché non ho mai visto niente di più bello in tutta la mia vita ma per chi è avido, geloso, invidioso intravedere ciò che di più bello potevi mai immaginare di vedere è anche una condanna. Perché basta, quella cosa lì deve essere tua a tutti i costi, devi farne parte in qualche modo e ti distruggi la vita così. E più vedi che sei impotente, più ti distruggi e più vedi che sei così, più ti detesti.
Per una gallina che razzola in un pollaio e fa solo voli di mezzo metro, vedere un falco volare nel cielo libero vuol dire vedere la libertà ma anche fare la tremenda scoperta di essere una gallina. Si guarda intorno e vede solo esseri della sua specie e non riesce più a distogliere lo sguardo da lassù. E' di una meschinità tale che vorrebbe catturarlo e portarlo nel pollaio dimenticando che se succedesse avrebbe davanti un'altra gallina e non più quel falco.
Chi non sa volare vuole affossare chi vola. Io faccio parte di questo. Ma se ho visto qualcosa di quel poco che ho visto nella mia vita è che c'è una tutela e Dio non lo permette questo e sono certa che nemmeno stavolta lo permetterà. Quando riesco a vedere bene la cosa spero solo che questa tutela anzi mi allontani che affossare qualcuno nel pollaio.
Come siamo diversi ...per me la verità è come darmi una pugnalata che sicuramente porterà le sue giuste conseguenze e non le vorrei neanche morta, per te è pane.
Arriverò anche io per le mie vie a volare lassù e spero solo che potrò incontrarti ancora per vedere in verità quanto sono belle le tue piume argentate al riflesso del sole, senza desiderarle avidamente ma solo specchiandomici sopra.
Scrivo solo perché è giusto, lo so che è giusto, so solo questo in questo momento. Il tempo dirà se questa è la carezza che vorrei darti o è solo l'ennesimo tentativo di accalappiarti.
A presto splendido amico mio."
La prima volta che ho visto la facoltà di Ingegneria a Pisa, al tempo delle iscrizioni, quando sei ancora ignaro di ciò che ti attende, mi è caduto l'occhio sul nome della via: "Via Diotisalvi". Oggi posso dire che era un avvertimento sensato : "Fuggi finchè sei in tempo".
Nel web se ne trovano di tutti i colori sulle eroiche gesta universitarie e certe sono veramente carine. Eccone alcune prese qua e là. (Nessuno me ne voglia se non riporto da dove le ho prese. Non ho voglia di andare a cercare dove le ho lette.)
La prima l'hanno raccontata anche a me personalmente, con qualche differenza però.
Mi viene il dubbio che siano tutte panzane... ma panzane che fanno sorridere, messe in giro forse da una qualche anima buona per strapparti una risata.
"Una ragazza in minigonna, supertruccata e con una sigaretta si appresta a fare l'esame con un famoso professore di latino .Questi nel vederla le dice "Ti salutero' con le stesse parole con cui Enea saluto' la sua patria in fiamme: Vale, Troia fumans! ", e così la congeda."
"Esame di anatomia, scena muta sugli organi genitali femminili.
Il Prof: " Guardi, le do 20000 lire, lei stasera tardi va nella zona del porto e vedra' quante signorine le spiegano volentieri queste cose..."
Lo studente incassa (in tutti i sensi) e torna all'appello successivo.
Conquistato un soffertissimo 18 e firmato lo statino lo studente mette 10 sacchi in mano all'incredulo professore, commentando: "Sua moglie prende di meno."
"Prof. - Mi scriva l'equazione della caduta dei gravi
L'allievo sbaglia il segno nel suo sistema di riferimento...
Il prof. lancia il libretto dalla finestra ed esclama: "Ora lo recuperi al piano di sopra e torni il mese prossimo!"
"All' esame di anatomia, Prof. Oliva, in cui chiede allo
studente: "che forma hanno i testicoli?"
Risposta: "I testicoli hanno forma di Oliva"
"Lo studente si siede davanti alla commissione esaminatrice,
il prof. lo guarda con sufficienza e poi dice all' assistente : portate una balla di fieno per l' asino... e lo studente : e per me un caffe', grazie !
(prontezza di spirito che gli ha procurato un buon voto)"
"In un testo goliardico pubblicato negli anni '60 era riportato il seguente episodio avvenuto a Firenze ad un esame di Chimica Inorganica: Prof. : "Il carbonato di calcio e' solubile in acqua?"
Stud.: (con sicurezza) "Si'"
Prof : "Allora torni quando il Ponte vecchio si sara' sciolto"
"Esame di fisica.
Il professore e' noto per le sue domande terribili sui flussi.
Prof: "Immagini di trovarsi su un treno che viaggia a velocita' costante, d'estate, senza l'aria condizionata, alle due del pomeriggio. Il finestrino e' chiuso e c'e' un caldo da scoppiare. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo la maglia"
Prof: "Si', ma c'e' ancora caldo. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo i pantaloni"
Prof: "Ma c'e' ancora caldo. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo anche le mutande, ma quel cazzo di finestrino non glielo apro neanche morto!"
Non ho mai smesso di andare al Liceo. Sempre quel sogno deficiente di trovarti in uno dei banchetti di scuola e di scoprire che sei in 5° in prossimità dell’esame ma che sei stata assente tutto questo tempo. E mentre i tuoi compagnucci ti spifferano che i professori hanno già deciso di bocciarti in tronco, nella tua mente frulla solo un grande dilemma: “Ma come cavolo ho fatto a non ricordarmi di venire a scuola???!!”.