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QUANDO NON TROVARE PARCHEGGIO PUO' ESSERE PIACEVOLE?

lunedì, 24 marzo 2008 21:35 in varie

Quando prima di te è passato un tipo geniale a insultare chi non sa parcheggiare!

 


crisblOgger. crisblOgger 

"PESTA SU QUEI TASTI, PER LA MISERIA!"

lunedì, 17 marzo 2008 16:55 in varie
No, in casa mia è impossibile vedere la tv. Sono i commenti troppo moraleggianti o facilmente impressionabili che mi distraggono. Per non parlare delle domande del tipo “Ma quello lì chi è ?” o “Ma perché quello lì ha fatto così?” nel bel mezzo di una battuta saliente: quelle proprio mi rovinano la magia. Così non rimane altro momento che la notte quando si spera che tutti dormano. E’ una settimana che esco sporadicamente a causa di una bella otite con tanto di fischio continuo che mi riempie le orecchie e svuota il cervello.
La tv è l’unica salvezza. Stanotte mi sono imbattuta in “Scoprendo Forrester”.
 
"Perché le parole che scriviamo per noi stessi sono sempre molto meglio di quelle che scriviamo per gli altri?".
Il maestro , prende una macchina da scrivere
e la posa sul tavolo di fronte a Jamal.
Poi scrive.
Il ragazzo osserva perplesso e l'uomo lo incita a seguire il suo esempio.
Forrester: "Attacca! "
Jamal: "A fare che cosa?"
Forrester: "A scrivere!"
Jamal: "Ma che sta facendo?"
Forrester: "Sto scrivendo, come farai tu quando comincerai
a pestare sui tasti".
Jamal insiste nella sua passività.
Forrester: "Qualche problema?"
Jamal: "Stavo pensando... ".
"Non pensare, quello viene dopo. La prima stesura la devi buttare giù col cuore e poi la riscrivi con la testa.
Il concetto chiave dello scrivere è scrivere, non è pensare! .
"Pesta su quei tasti, per la miseria”.
"Sì...Così! Adesso sì che hai capito!"
Ecco la musica.

crisblOgger. crisblOgger 

IL RITROVAMENTO DI BABINO LO SCIOCCO

sabato, 15 marzo 2008 01:07 in varie
Ero quasi sempre ammalata da piccola e quando avevo la febbre mi venivano una specie di allucinazioni, allora i miei fratelli a turno mi leggevano fino allo sfinimento la mia storia preferita, “Babino, lo sciocco” . Non so… ma mi faceva ridere ogni volta. Stasera l’ho ritrovata ed è stata una cosa bella bellissima.

Poi mi infilavo nel lettone. Era la cosa più bella che potessi desiderare! Non dormivo quasi niente per gustarmi il momento. Avevo una specie di rito da compiere: annusare più forte e più a lungo che potevo il “profumo di mamma e di babbo” per ingabbiarlo tutto e trattenerlo per sempre. Così passavo gran parte della nottata ad annusare i loro cuscini, i loro pigiami e i loro capelli ripetendomi ogni volta che profumo più buono al mondo non c’era. E mi addormentavo così.

"Babino lo sciocco"


"Un giorno, uno sciocco di nome Babino si mise in cammino per vedere il mondo e per mostrare a tutti quant'egli fosse cortese.
Ed ecco, cammina cammina, trovò sulla sua strada una casa disabitata. Guardò nella cantina e vide alcuni diavoli coi baffi irti, con gli occhi accesi e grossi còme bocce, con la testa a pera.
I diavoli, con le loro lunghe dita ricurve, giocavano a carte e a dadi.
Babino li salutò:
Dio vi aiuti, buona gente!
Non l'avesse mai detto! I diavoli, furibondi, afferrarono lo sciocco e lo percossero a sangue. Solo quando lo videro più morto che vivo, lo lasciarono andare.
Allora Babino tornò a casa piangendo. La madre gli si fece incontro e, saputo ciò che era successo, gli disse: Babino, sei proprio uno sciocco. Lo vedi? Hai parlato a sproposito. Ai diavoli bisogna dire: «Dio vi sprofondi nell'inferno! ». Se tu avessi parlato così, i diavoli sarebbero fuggiti, lasciando sul tavolo la posta del gioco, e tutto l'oro sarebbe stato tuo. Impara, Babino!
Ho capito fece lo sciocco. Ho sbagliato, ma un'altra volta starò attento.
E Babino si mise di nuovo in cammino. Sulla strada trovò quattro fratelli che stavano trebbiando il grano. Babino si accostò e disse: Dio vi sprofondi nell'inferno!
I quattro fratelli, a quell'insulto, gli saltarono addosso e gliene diedero tante e poi tante da lasciarlo a terra tramortito.
Quando Babino rinvenne, se ne tornò a casa malconcio peggio dell'altra volta.
Sua madre, saputo ciò che era successo, lo rimproverò aspramente: Sei uno sciocco, Babino: anche questa volta hai parlato a sproposito. Ai fratelli tu dovevi dire, indicando i sacchi di grano: «Possiate portarne cento ogni giorno di quei carichi, amici miei».
Ho capito fece Babino. -Sono stato uno sciocco. ma non succederà più.
E si mise nuovamente in cammino.
Strada facendo, incontrò sette fratelli che gemevano e piangevano, portando a seppellire un loro caro, morto da poco.
Salve, amici miei! gridò lo sciocco ai sette fratelli. Possiate portarne cento ogni giorno di quei carichi! .
All'udire quelle parole, i sette fratelli si asciugarono le lacrime, saltarono addosso allo sciocco, e giù botte da orbi! Babino, pesto e malconcio, se ne tornò a casa piangendo. Raccontò ogni cosa a sua madre, ed
ella scosse la testa desolata.
Quando mai riuscirò a farti capire che bisogna parlare a proposito? Sei uno sciocco, Babino. Tu avresti dovuto accostarti ai sette fratelli e dir loro: «Requiem aeternam nel paradiso di Dio...».
Ho capito fece Babino.
E si mise di nuovo in cammino.
S'imbatté questa volta in un corteo nuziale.
Tutti erano vestiti a festa e gli sposini erano seguiti da un gruppo di robusti giovanotti che
cantavano in coro.
Babino si accostò agli sposi e disse tutto contento:
«Requiem aeternam» nel paradiso di Dio!
Gli sposini si guardarono spaventati. Ma i giovanotti del corteo gli saltarono addosso e lo picchiarono di santa ragione. Anche lo sposo, riavutosi dalla sorpresa, non restò indietro, e gliene diede la sua parte...
Babino, anche questa volta, tornò a casa in lacrime.
Sei stato uno sciocco! -gridò la madre spazientita. Agli sposi dovevi dire: « Il Signore vi conceda nozze felici e numerosi figli! ».
Ho capito: fece Babino sono stato uno sciocco, ma non sbaglierò più.
E si mise di nuovo in cammino.
Giunse finalmente presso la grotta di un eremita.
Salve, amico disse Babino. Il Signore ti conceda nozze felici e figli numerosi.
L'eremita si rannuvolò per quanto egli fosse abituato ad avere pazienza, questa volta gli saltò la mosca al naso. E prendendo le parole di Babino come una beffa, afferrò il bastone che gli serviva per scacciare i diavoli e lo ruppe sul groppone di Babino.
Sciocco che non sei altro! lo rimprovero la madre. All'eremita tu dovevi dire: « Benedicimi, padre! ».
Ho capito fece Babino.
E si mise di nuovo in cammino.
Questa volta incontrò un orso che stava divorando una mucca. Babino gli si avvicinò incuriosito e disse all'orso: Benedicimi, padre!
L'orso, disturbato nel bel mezzo del suo pasto principale, afferrò Babino tra le sue zampe, lo gettò a terra, lo pestò ben bene e alla fine lo fece rotolare in un fosso.
E' stato un orso anche tropo gentile! commentò la madre appena seppe la cosa.
Sciocco di un Babino! All'orso tu dovevi dire: Fatti da parte, brutta bestiaccia! .
Ho capito fece Babino. Sono stato uno sciocco, ma un'altra volta non succederà: più.
E si mise di nuovo in cammino.
Mentre stava attraversando la pianura, Babino incontrò un capitano coi suoi soldati.
Lo sciocco gli andò incontro e gli disse:
Fatti da parte, brutta bestiaccia!
Allora il capitano fece un cenno ai suoi uomini: questi afferrarono Babino e gliene diedero tante e poi .tante da lasciarlo a terra più morto che vivo.
Quando Babino si rialzò, aveva le ossa tutte rotte.
Se ne tornò a casa piangendo e, da quel giorno, non ebbe più voglia di mettersi in cammino per vedere com'era fatto il mondo, né per mostrare a tutti la sua cortesia."

crisblOgger. crisblOgger 

INVITO A PRANZO

mercoledì, 12 marzo 2008 16:19 in varie

Quaranta minuti di attesa per il treno. “Cosa faccio?” Pezzo di pizza appena sfornata e Coca piccola. Non appena inizio a mangiucchiarla mi si avvicina un signore. Con un gesto chiede permesso di sedersi al mio tavolo. Acconsento. Calvo, sui 50 anni, barba lunga e riccioluta, giacca a quadretti grigia tutta impiastricciata sulle maniche, unghie lunghe e nere ed un inconfondibile profumo di bidone dell’immondizia. Non mi guarda, le sue mire sono sulla mia pizza. “La vuoi?”chiedo e lui l’ha già agguantata e la sta divorando come uno che non vede cibo da giorni. Allungo la mano in cerca almeno della mia Coca, ma il suo sguardo mi dice che non è più mia e gliela cedo. Rimango a guardarlo trangugiarsi anche la Coca finchè,  sempre senza parlare, si alza, mi fa un inchino di ringraziamento e se ne va. Getto i suoi rifiuti e mi avvio al binario. In fondo la mia non era fame.


crisblOgger. crisblOgger 

I MIEI PICCOLI NUOVI AMICI

sabato, 08 marzo 2008 23:17 in varie
Seguo un gruppo di ragazzini. E’ una banda di spostati. Ci incontriamo il giovedì pomeriggio. Cosa facciamo? Perlopiù cazzeggiamo. Mi piace che si incontrino. E a loro non importa altro che incontrarsi e stare insieme. All’inizio riuscivo a inciampare con le parole anche davanti ai loro volti. Poi ho capito che tanto a loro di discorsi pseudo-intelligenti e ricercati non gliene frega una mazza e davanti ai loro occhi stralunati, come davanti a un marziano che vuol parlare in cirillico di Nutella, le mie parole si stanno sciogliendo. Ora la Nutella al limite ce la mangiamo. Mi raccontano le loro beghe adolescenziali e sono una palla incredibile, già vissuta e stravissuta a sufficienza, ma sono così spontanei e immediati. E’ quello che mi piace di loro. Alcune volte sono stupidi all’eccesso e gli tirerei il collo. Ogni tanto riescono anche a farmi smatteggiare….e il che non è una cosa da sottovalutare! Però di tanto in tanto mi ritrovo a pensare a loro. A Giulia che deve sempre chiedere conferma in tutto per la sua insicurezza... e mi ricorda tanto qualcun’ altro. A Chiara che è una chiacchierona e ti rimbambisce di parole, ma ha una vitalità incontenibile. A Gianluca, che per farlo star fermo due minuti devi dargli un cacciavite in mano a rischio che ti smonti le finestre. A Sabrina, che ha gli occhi tristi tristi e la vita sembra non smettere più di farle vedere sofferenza. A Matteo, dal bellissimo viso che non ti permette di fargli fare  ciò che non approva in pieno ma che sa essere tanto  affettuoso quanto lo è deciso. Ha la stoffa da leader. E a tutti gli altri . I loro veri nomi lì ho tenuti per me.
Non so quanto durerò e chi diventeranno ma mi piace pensare che forse un giorno si ricorderanno un po’ di me.

crisblOgger. crisblOgger 

MERCOLEDI' 5 MARZO 2008

mercoledì, 05 marzo 2008 15:19 in varie
Insolita sveglia stamattina. Una zuffa per strada mi ha svegliato con i suoi urli. “Sei una puttana!” che andava e tornava con i passi di tre, un po’ tocchi, che hanno preso l’insana abitudine di fare come minimo venti volte al giorno questo pezzo di strada.
Orribile è l’attimo in cui ti svegli sufficientemente da vedere che la realtà è ancora lì, vorresti tornare a dormire e soffocarla sotto il cuscino…ma è ora di alzarsi.
Colazione veloce. Non ho appetito in questo periodo, ingurgito solo ciò che basta per calmare le richieste egoiste del mio stomaco.
Esco a comprare il giornale, non ho voglia di stare in casa e l’edicola mi sembra una bella rotta per chi non sa dove andare ma vuole uscire.
La signora dell’edicola aumenta i suoi sorrisi ammiccanti con l’aumento dei miei acquisti da lei. Non gliene frega niente di me, se non che vado a comprare da lei sigarette e qualche giornale. Ma in fondo: “Anche a me non frega niente di lei, tranne che vende sigarette e giornali. E siamo pari.”
E’ il mio stomaco a rivelarmi la legge dei più: gli importa solo di avere da te ciò che vuole per quietarsi. La signora che avevo a fianco giovedì, una donna tutta ricercata nel parlare e nel vestire, ha iniziato a vedere che esistevo anche io, solo quando aveva bisogno di qualcuno che sapesse scrivere una lettera al computer. Ora sorride e saluta calorosamente a Cristina-che–sa-usare-Word... ma di me continua a non fregarle niente.
Così come c’è chi ti manda messaggi perché non ha nessuno a cui mandarli, chi ti invita perché sennò non avrebbe nessuno quel giorno con cui parlare o chi ti vuole sorridente e allegra solo perché non ha voglia di compatire gente triste, e non gli passa neppure per il cervello di capire perché non riesci a sorridere.
Il mio vicino di casa ormai viene a trovarmi solo perché non sa copiare un cd.
La mia amica da sempre in questi giorni è un anno che non la sento più. Mi sono abituata a fatica all’idea ma gli ero diventata scomoda. 
Vorrei diventare un niente assoluto per un attimo e vedere chi ancora rimane lì per me. E vorrei che tutti si riducessero a niente per un secondo per vedere se io sarò ancora lì per loro.
In mezzo a sto schifo, si stagliano i pochi. Da loro non ti senti usato, da loro ti senti promosso. Sono coloro a cui puoi far vedere il tuo niente e sono ancora lì. Sentono la puzza delle tue schifezze ma non si tappano il naso.
“Perché?”
Mi accarezza e mi bastona questo "perchè". E' dalle bastonate che mi provoca che capisco quanto ancora ci sono lontana: ho ancora troppi “voglio” corrotti che mi separano da ciò, e per vederli sparire c'è solo quel dolore che fa morire.
Ma sono certa che  è nell’assenza di risposte a questo perché, che sta l’essenza della profondità dell’amore.

crisblOgger. crisblOgger 

UN GIORNO O L'ALTRO

giovedì, 28 febbraio 2008 13:13 in varie
Penso che un giorno o l’altro avverrà.
Un giorno o l’altro o assisterò ad una mutazione contro natura, cioè mi spunteranno le palle, o ammattirò. Arriveranno, mi porteranno via e mi somministreranno una flebo da 100 cl di Valium. E magari passerò il resto delle mie giornate a fissare una lampadina, come unico prodigio di questa vita, in mezzo allo svolazzare di camici bianchi.
Nell’uno o nell’altro caso questa splendida-fottuta persona che è la sottoscritta sarà cambiata.
Che conta è perseverare.

crisblOgger. crisblOgger 

LETTERA ALL'AMICO DEL MIO CUORE

mercoledì, 20 febbraio 2008 15:47 in varie

"Via te lo devo dire.Voli sempre più alto e più ti vedo lontano più mi fa soffrire. Vorrei stare lassù con te perché non ho mai visto niente di più bello in tutta la mia vita ma per chi è avido, geloso, invidioso intravedere ciò che di più bello potevi mai immaginare di vedere è anche una condanna.  Perché basta, quella cosa lì deve essere tua a tutti i costi, devi farne parte in qualche modo e  ti distruggi la vita così. E più vedi che sei impotente, più ti distruggi e più vedi che sei così, più ti detesti.

Per una gallina che razzola in un pollaio e fa solo voli  di mezzo metro, vedere un falco volare nel cielo libero vuol dire vedere la libertà ma anche fare la tremenda scoperta di essere una gallina. Si guarda intorno e vede solo esseri della sua specie e non riesce più a distogliere lo sguardo da lassù. E' di una meschinità tale che vorrebbe catturarlo e portarlo nel pollaio dimenticando che se succedesse avrebbe davanti un'altra gallina e non più quel falco.

Chi non sa volare vuole affossare chi vola. Io faccio parte di questo. Ma se ho visto qualcosa di quel poco che ho visto nella mia vita  è che c'è una tutela e Dio non lo permette questo e sono certa che  nemmeno stavolta lo permetterà.  Quando riesco a vedere bene la cosa spero solo che questa tutela anzi mi allontani che affossare qualcuno nel pollaio.

Come siamo diversi ...per me la verità è come darmi una pugnalata che sicuramente porterà le sue giuste conseguenze e non le vorrei neanche morta, per te è pane.

Arriverò anche io per le mie vie a volare lassù e spero solo che potrò incontrarti ancora per vedere in verità  quanto sono belle le tue piume argentate al riflesso del sole, senza desiderarle avidamente ma solo specchiandomici sopra. 

Scrivo solo perché è giusto, lo so che è giusto, so solo questo in questo momento. Il tempo dirà se questa è la carezza che vorrei darti o è solo l'ennesimo tentativo di accalappiarti.

A presto splendido amico mio."


crisblOgger. crisblOgger 

LEGGENDE UNIVERSITARIE

lunedì, 18 febbraio 2008 14:56 in varie

La prima volta che ho visto la facoltà di Ingegneria a Pisa, al tempo delle iscrizioni, quando sei ancora ignaro di ciò che ti attende,  mi è caduto l'occhio sul nome della via: "Via Diotisalvi". Oggi posso dire che era un avvertimento sensato : "Fuggi finchè sei in tempo". 

Nel web se ne trovano di tutti i colori sulle eroiche gesta universitarie e certe sono veramente carine. Eccone alcune prese qua e là. (Nessuno me ne voglia se non riporto da dove le ho prese. Non ho voglia di andare a cercare dove le ho lette.) 

La prima l'hanno raccontata anche a me personalmente, con qualche differenza però.

Mi viene il dubbio che siano tutte panzane... ma panzane che fanno sorridere, messe in giro forse da una qualche anima buona per strapparti una risata. 


"Una ragazza in minigonna, supertruccata e con una sigaretta si appresta a fare l'esame con un famoso professore di latino .Questi nel vederla le dice "Ti salutero' con le stesse parole con cui Enea saluto' la sua patria in fiamme: Vale, Troia fumans! ", e così la congeda."

"Esame di anatomia, scena muta sugli organi genitali femminili.
Il Prof: " Guardi, le do 20000 lire, lei stasera tardi va nella zona del porto e vedra' quante signorine le spiegano volentieri queste cose..."
Lo studente incassa (in tutti i sensi) e torna all'appello successivo.
Conquistato un soffertissimo 18 e firmato lo statino lo studente mette 10 sacchi in mano all'incredulo professore, commentando: "Sua moglie prende di meno."

"Prof. - Mi scriva l'equazione della caduta dei gravi
L'allievo sbaglia il segno nel suo sistema di riferimento...
Il prof. lancia il libretto dalla finestra ed esclama: "Ora lo recuperi al piano di sopra e torni il mese prossimo!"

"All' esame di anatomia, Prof. Oliva, in cui chiede allo
studente: "che forma hanno i testicoli?"
Risposta: "I testicoli hanno forma di Oliva"

"Lo studente si siede  davanti alla commissione esaminatrice,
il prof. lo guarda con sufficienza e poi dice all' assistente : portate una balla di fieno per l' asino... e lo studente : e per me un caffe', grazie !
(prontezza di spirito che gli ha procurato un buon voto)"

"In un testo goliardico pubblicato negli anni '60 era riportato il seguente episodio avvenuto a Firenze ad un esame di Chimica Inorganica: Prof. : "Il carbonato di calcio e' solubile in acqua?"
Stud.: (con sicurezza) "Si'"
Prof : "Allora torni quando il Ponte vecchio si sara' sciolto"

"Esame di fisica.
Il professore e' noto per le sue domande terribili sui flussi.
Prof: "Immagini di trovarsi su un treno che viaggia a velocita' costante, d'estate, senza l'aria condizionata, alle due del pomeriggio. Il finestrino e' chiuso e c'e' un caldo da scoppiare. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo la maglia"
Prof: "Si', ma c'e' ancora caldo. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo i pantaloni"
Prof: "Ma c'e' ancora caldo. Che cosa fa?"
Stud: "Mi levo anche le mutande, ma quel cazzo di finestrino non glielo apro neanche morto!"


crisblOgger. crisblOgger 

FINALMENTE HO SMESSO CON IL LICEO

giovedì, 14 febbraio 2008 13:15 in varie

Non ho mai smesso di andare al Liceo. Sempre quel sogno deficiente di trovarti in uno dei banchetti di scuola e di scoprire che sei in 5° in prossimità dell’esame ma che sei stata assente tutto questo tempo. E mentre i tuoi compagnucci ti spifferano che i professori hanno già deciso di bocciarti in tronco, nella tua mente frulla solo un grande dilemma: “Ma come cavolo ho fatto a non ricordarmi di venire a scuola???!!”.

.....Solite atmosfere di prima mattina nebbiosa e paranoica, aspettando che entri un professore che immancabilmente interrogherà te, che dopo una così lunga assenza, sarai sicuramente rimasto l’ultimo da sentire e che non appena ti vedranno nessuno si lascerà perdere l’occasione.
"Adesso come cavolo faccio a spiegargli che mi sono proprio dimenticata della scuola???!!'', ti volti per chiedere consiglio al vicino di banco ma la tua classe, in tutto il tempo in cui sei stata assente, ha cambiato formazione molto probabilmente perchè i tuoi compagni sono uno strano miscuglio di persone: qualcuno che non vedi dal tempo delle elementari, qualcuno che non è mai stato in classe con te ma… bah…ora c’è e l’autista dell’autobus. (cosa ci fa l’autista dell’autobus che è vecchio bacucco!!!)
Unica cosa certa è che non riesci ad intravedere tra quella gente gli amici e mentre li attendi speranzosa  senti uno strano freddo alle gambe. Ti chini a vedere: sei in mutande!! "Dove sono spariti i jeans... eppure ce li avevo????!!" 
Panico: allunghi il maglione più che puoi e ti convinci di essere abbastanza passabile, infatti, saranno tutti tonti, ma nessuno se ne accorge e sei solo tu che provi un imbarazzo tremendo.
Inizi a frugare nello zaino e hai tutte cose che non c’entrano un cavolo: giochi, la spesa della mamma, una scarpa...tutto tranne qualcosa che abbia almeno parvenza di un libro di scuola. 
Eccola. E' entrata. "Porca miseria mi doveva capitare proprio quella di latino. E' la fine".
Va su tutte le furie... e continua ad insultarmi... e a questa strana specie di "compagni" non gliene può fregar di meno....."Stronzi!"....
In genere  il sogno finisce qui, tramortita da una valanga di urli, e intanto che tenti di  svegliarti devi cercare di  comprendere se a scuola devi ancora andarci veramente.
Ma stanotte il sogno ha avuto un risvolto positivo.....
 
....Ad un certo punto un lampo di luce attraversa questa testolina: "Ma andate tutti a fanculo, io l'esame l'ho già dato e non c'entrate più niente con me, ho finito con sta storia. Tiè!" E me esco trionfante da quella gabbia, con i miei bei Jeans alle gambe, mentre la mia strana specie di compagni continua a fare i suoi cavoli e l'insegnante non ha ancora finito di sclerare.
Finalmente ho smesso con il liceo.


crisblOgger. crisblOgger